Risanare...
La mia amica Riley è stata la prima della sua famiglia a frequentare l'università. I suoi antenati irlandesi erano poveri e nessuno aveva mai ricevuto un'istruzione superiore. Durante l'ultimo anno di corso, Riley ha cominciato ad avere degli incubi: faceva un sogno ricorrente in cui il bisnonno le bruciava tutti i libri. In un altro una folla di zii e zie la tratteneva mentre cercava di andare a lezione. Alla fine, però, è riuscita a laurearsi. La settimana dopo, ha fatto un altro sogno: le è apparso un coro di antenati che cantava le sue lodi. Secondo il suo analista, il sogno significava che aveva superato l'inerzia del passato e aveva risanato un'antica ferita della sua famiglia. Sono convinto che nei prossimi mesi sarai in grado di compiere un'impresa simile (di Rob Breszny).
Mah!
Pensieri in the Mood
Quando ho aperto questa finestra, stamattina, avevo intenzione di scrivere qualcosa che mi avrebbe avvicinato al personaggio del Dottor House. Ammetto che vorrei essere come lui. Duro e fragile, risoluto e vigliacco, tenace e impertinente. Si fa odiare a tal punto da essere amato. Tutto ciò che fa, per quanto sia grave, gli viene perdonato.Ma il mio carattere, a volte, mi fa sentire in colpa anche quando colpe vere, probabilmente, non ne ho. E così, ripensandoci, ho creduto che l'immagine del dottore più famigerato ed amato della televisione, non fosse quella giusta.
Ho pensato quindi ad un bimbo imbronciato, ad una bimba imbronciata. Perché i capricci son ricci... come diceva (alla rovescia) un vecchio detto popolare.

Questa immagine non si addice certo alla mia figura. Ma so che certe mie risposte possono aver provocato questo tipo di atteggiamento. Non si può sempre dire di sì, anche se si vorrebbe.
I no aiutano a crescere e stimolano al "darsi da fare", a superare gli ostacoli. Troppe volte ho dato la mia disponibilità senza chiedere niente in cambio, senza volere nulla da colui che aiutavo. Ancora oggi lo faccio... anche se più raramente. Perché ho imparato che le persone a cui dati tutto per scontato, poi, quando dici di no per la prima volta, ti ritengono colpevole di qualche crimine e ti "bannano" dalla loro vita.
Strano che abbia scelto quella parola... "bannano". Mi fa venire in mente uno degli ultimi episodi in cui ho detto no...
Beh, in quel caso me ne sono tranquillamente lavato le mani, anche se un amico è scomparso completamente dalla mia vita così improvvisamente. E dire che dovevo solo risolvere una questione di virus nei computer della sua azienda... ovviamente un lavoretto da poco (per lui)... fatto pure gratis.E questa cosa è comunque un faccenda che continua a ripetersi... i favori si fanno sempre volentieri ma, quando all'improvviso la persona che chiede favori si fa sentire solo per chiedere e (a volte) pretendere, un sospetto sorge...
Ma non è che si sta approfittando della mia disponibilità?
Così faccio il test. Dico no e... l'amico sparisce magicamente. Neppure gli auguri di buon compleanno, neppure gli auguri di buon Natale. E neppure risponde ai tuoi auguri di buon compleanno e buon Natale.
Ma non sono certo uno struzzo, anche se porto il cappello. Non nascondo certo la faccia in un buco per fare finta di niente.
E comunque questo atteggiamento mi da fastidio. Perché essere disponibili è una doppia fregatura. Prima o poi ti trovi di fronte al dilemma estremo. Essere solo o essere sfruttato?Già! E ricordo ancora quando Gildo mi chiese di andare con lui in ferie ad "Ancona". Gli dissi di no... per tanti motivi ma, il principale (che lui conosceva benissimo), è che ho una pelle delicata e le vacanze al mare mi procurano eritemi fastidiosi... e passare tutte le vacanze a lottare con un eritema non era certo un mio desiderio.
E lo sapete cosa ha detto lui? Lui pretendeva che andassimo in vacanze assieme. Lo pretendeva... non lo desiderava, lo pretendeva! E si è pure arrabbiato. Mi ha urlato in faccia, in un luogo pubblico, che io ero egoista e non pensavo mai agl'altri. Io... che avevo passato ore ed ore al telefono con la ragazza che lui tormentava da mesi, per cercare di riappianare i loro rapporti. Io... che avevo dedicato i miei weekend ad insegnargli qualche cosina di inglese (su sua richiesta). Io... ma non son certo qui a difendermi da certe accuse.
La storia si è conclusa che io mi son rotto gli amenicoli. Per qualche mese ho mollato la compagnia. Mi son detto che gli altri non avrebbero dovuto subire un "danno" per causa mia e, invece che pretendere di non averlo fuori con noi, ho pensato di andarmene io... così gli altri, che non avevano alcuna questione aperta con Gildo, avrebbero potuto continuare a frequentarlo senza problemi.Surreale, vero?
Il fatto è che, poi, mi son meravigliato quando nel giro di qualche mese, "gli altri" mi hanno cercato. Per un po' hanno tentato di farmi riavvicinare con Gildo. Poi hanno rinunciato e, oggi, io Gildo non lo vedo più!
Non so se esca con gli altri quando non ci sono... non è che mi interessa granché!
Il fatto è che da quel giorno mi sono molto irrigidito. Non voglio più trovarmi di fronte ad una situazione del genere e, sarò imbecille, questa cosa non mi fa stare bene con me stesso. Vado contro la mia natura. Per qualche tempo ho cercato di assecondare la mia natura e di fregarmene delle conseguenze, il mio motto era "fallo perché ti fa stare bene e non pensare al fatto che non ti tornerà indietro nulla... neppure l'amicizia". Ma quel motto non ha mai funzionato. Ormai ero finito sotto l'autobus e le ossa non sono più tornate come prima. Scricchiolano e fanno male.
A volte vorrei essere più stronzo, menefreghista, come la faccia che ho messo qui di fianco. Non credo che sia l'atteggiamento giusto per avere un mondo "migliore" ma, è sicuramente una forma di autodifesa di fronte alle richieste che mi sento fare in continuazione.La bilancia è rotta. Il mio organismo è rotto. Il mio morale è rotto. Ho perso fiducia nel prossimo e, ormai... boh, quand'è stata l'ultima volta in cui mi son sentito veramente felice?
Sarà che oggi sono in un pessimo mood ma... se penso alla felicità mi viene sempre in mente il giorno in cui mi hanno regalato il Commodore 64. Ricordo che mi son messo a saltare sul letto dei miei per la gioia. Cosa che, per un introverso come me, è veramente eccezionale.Da quel giorno non ho più saltato sopra ad un letto.
Quando mi chiedono come stò... la risposta è: normale.
A volte dico che stò "bene". Ma lo faccio per una sorta di conformismo con l'appiattimento della vita. Difatti, se dovessi rispondere dicendo la verità, la persona che mi ha posto la domanda si allontanerebbe annoiata e delusa.
Mi è successo spesso. Non è cattiveria. E' solo che, quando uno è pieno di problemi non ha voglia di sentirsi raccontare anche quelli degli altri. O meglio... ci sono persone che godono nel sentire i problemi degl'altri (e si dicono "Solo a me?" gioiscono del fatto di non essere gli unici sfigati), altri invece fuggono perché speravano in una risposta che desse speranza.
Visto però che questo post è un flusso di pensieri interminabile, credo sia meglio interrompermi qui, adesso e subito, perché ho da fare, perché non so più neppure cosa volevo scrivere all'inizio, perché è meglio così.
Vi lascio però con una vignetta...

Ovetti di cioccolata
Quand'ero piccolo, mi bastava un Ovino per essere felice. Mia mamma mi portava dalla fornaia, dopo scuola, lei prendeva il pane, le crescentine fritte per la colazione, e io guardavo la vetrinetta con gli ovini.Poi, quand'era il momento di andare via, senza che io lo chiedessi, la Moira prendeva un ovino e me lo dava...
Com'era semplicemente meravigliosa la vita...
Oggi ci ho riprovato. Ho comprato un ovino, al bar. Ho vinto uno scavatore rosa, con gli occhi e le zanne... ci sto giocando... mentre Patrizia e Lucia chiacchierano alle mie spalle delle loro cose. Non è come quando ero piccino ma, dai... l'ovino è l'ovino!
Col senno di poi...
Porte, portoni e opportunità!
"Una volta colte, le opportunità si moltiplicano", scrive Sun Tzu nell'Arte della guerra, un antico libro cinese sulle strategie da adottare in tempi difficili. Ti trasmetto questo messaggio, Gemelli, perché stai entrando in una delle fasi più ricche di opportunità del tuo ciclo astrale. Che altro puoi fare per imboccare la strada giusta? Adotta un atteggiamento percettivo e ricettivo adeguato alla situazione, reagisci subito a ogni stimolo interessante e non dimenticare che la fortuna bacia chi si è dato più da fare per attirarla (di Rob Breszny).
Beh... una opportunità l'ho rifiutata. Ma il detto dice: Chiusa una porta, si apre un portone!



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